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A lezione di Costituzione Stampa
Scritto da Luca Maestrini   
venerdě 19 dicembre 2008

Il 25 novembre 2008, presso il Salone Metaurense della Prefettura, si è tenuto il secondo degli incontri previsti per il progetto "La Costituzione tra noi", dal titolo "La Costituzione: Bibbia dell’Italia civile". A intervenire di fronte a tanti studenti e non solo, è stato il noto politologo Maurizio Viroli, professore di Teoria Politica presso l’Università di Princeton e Direttore dell’Istituto Studi Mediterranei presso l’Università della Svizzera Italiana di Lugano.

Dopo i saluti di Alessio Giuffrida, Prefetto di Pesaro e Urbino, Simonetta Romagna, Assessore provinciale per le Attività Culturale, l’Editoria e le Pari Opportunità e Maria Pia Gennari, Assessore comunale per le Politiche Educative e Giovanili e lo Sport, l’ospite d’onore ha preso la parola per argomentare il tema in discussione.

Il professor Viroli, di ritorno dagli Stati Uniti, non ha fatto mancare un riferimento al risultato delle elezioni americane e ha fatto notare come per la prima volta la cittadinanza si sia veramente avvicinata alla politica, soprattutto i giovani, tra cui tanti ragazzi che esultavano in strada per il nuovo presidente.

Il professore ha poi tirato in gioco la Costituzione: a suo parere, la libertà si acquista nel momento in cui si rispetta la Costituzione, come fa l’uomo religioso, che per essere uomo, deve rispettare la Bibbia. Per Viroli, che si definisce espressamente non credente, la Costituzione possiede una dimensione religiosa, ovvero è un testo profondamente religioso perché persegue la religione della libertà. La nostra legge fondamentale è chiaramente antifascista, anche se nell’Assemblea Costituente i fascisti erano presenti nel "Partito dell’Uomo Qualunque". Il fascismo aveva sostituito il potere autocratico al potere che viene dal basso, quello stabilito dal primo articolo della Costituzione. Chi portava avanti l’ideologia fascista poneva lo Stato prima dei diritti, mentre la nostra Costituzione individua e riconosce i diritti inviolabili.Secondo Viroli l’antifascismo che ha tanto unito gli italiani nel dopoguerra, oggi non è più un valore condiviso e ciò spiegherebbe sia la difficoltà del dialogo politico, sia la disaffezione dei cittadini nei confronti della Costitusione. L’esistenza della Repubblica è vincolata alla presenza di cittadini che percepiscono il senso del dovere; infatti la nostra Costituzione è repubblicana perché prevede anche dei doveri e proprio perché sono presenti dei doveri il popolo è sovrano, ma non onnipotente.

Successivamente si è parlato dei nostri rappresentanti della nazione, i politici. Tra questi, i Ministri che compongono il Governo devono essere antifascisti, poiché giurano su una Costituzione antifascista.Si è fatto anche riferimento all’articolo 48, riguardante il diritto di voto: nel progetto della Costituzione il voto era riconosciuto come dovere civico e morale. Oggi, purtroppo, gli italiani non avvertono questo diritto come un dovere da rispettare nei confronti della propria nazione. Un altro dovere, previsto dall’articolo 52, è la difesa della patria, una patria che, fascista durante il periodo della dittatura, ha assunto poi un carattere antifascista e democratico.

Nello stendere la Costituzione non è stato approvato il secondo comma dell’articolo 54, il quale prevedeva, in caso di oppressione da parte dello Stato, che il cittadino avesse il dovere di resistere, come insegnava la fierezza civile degli antifascisti. Il dovere alla resistenza e alla lealtà alla Repubblica sono i primi doveri dei cittadini e hanno valore soltanto se sono insieme; il dovere di resistenza, senza la lealtà, distrugge il principio di legalità.In conclusione il professore ha sottolineato nuovamente la dimensione religiosa della Costituzione, la quale presuppone che, come i cristiani si sacrificano per Cristo, chi segue la religione della legalità deve sacrificarsi per la patria. Inoltre, chi è cristiano deve anche essere antifascista, perché il fascismo promuoveva la supremazia di una razza sulle altre persone.Al termine del discorso è stato dato spazio alle domande dei partecipanti.

Il terzo e ultimo incontro riguardante la nostra Carta fondamentale si terrà a marzo e avrà come protagonista il professor Zagrebelsky.

Luca Maestrini

 
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