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White di Milano Stampa
Scritto da Razvan Vacaru   
martedě 02 dicembre 2008
"Ho un amico di 24 anni. E' un ragazzo normale, lavorava in un bar qui in zona. Ieri era uscito dall'ospedale, oggi si è risentito male ancora ed è dovuto rientrare. Sta facendo la chemioterapia perché ha tre tumori: uno alla testa, uno al polmone e l'altro gliel'hanno asportato tirandogli via un testicolo"; parole di Oscar Spennati, rappresentante del suo condominio, in cui vive sin da quando era un bambino.

La sua storia e quella di altre 151 famiglie si svolge a Rogoredo, via Feltrinelli 16/50, nella periferia sud est di Milano, dentro le cosiddette White.
Queste ottocento persone, tra cui bambini e anziani, vivono in dei condomini quasi interamente ricoperti di pannelli d’amianto i quali vennero costruiti nell’80, nonostante la già nota pericolosità del materiale impiegato.
Oggi giorno queste tre tonnellate di amianto si sgretolano, o meglio uccidono e contaminano persone, persone che da decine d’anni stanno chiedendo al comune e a tanti politici il cambio d’alloggio o la bonifica del complesso abitativo, ma oltre alle promesse e alle inutili vociferazioni, nessuno ha ancora mosso un dito.
Cosa trattiene le persone competenti dal dare a queste famiglie una vita dignitosa, oltre che migliore?
La prima risposta scritta da parte del comune risale all’88, quando l'allora assessore all’igiene e sanità Pier Vito Antoniazzi scrisse di una prossima soluzione, dopo le delibere della Giunta di quel periodo.
Successivamente nel 2002 il vicesindaco Riccardo De Corato rispose all'ennesima lettera degli inquilini informandoli che i fondi erano stati stanziati, come da bilancio. Nulla è stato fatto.
Uno dei pochi personaggi che si è veramente preso a cuore la condizione di queste persone è Francesco Francescaglia il quale ha scoperto che da diversi anni il comune organizza vari bandi e stanzia con il programma triennale “opere pubbliche” i fondi per la bonifica dell’amianto presente in via Feltrinelli, ma il problema reale è che i lavori non sono mai stati iniziati.
Quindi il problema non sta nei soldi, anche perché oltre a tutto ciò Rogoredo affacciandosi alla finestra,vede oggi venir su un altro bel quartiere dal nome di Santa Giulia, costruito con soldi pubblici.
Oscar, oltre a rappare la sua storia con canzoni, dice: "Mi sento preso per il culo. Qui abbiamo le cartelle cliniche che certificano la morte per cause d'amianto di dieci persone. Qui ci sono otto ragazzi ammalati di cancro, qui ci sono 150 bambini che come noi respirano amianto tutto il giorno. E là, a pochi metri, fanno un quartiere modello. Anzi, peggio, hanno pure tirato su una montagna dietro il White, così l'aria non gira più e noi possiamo morire in questo bunker".
Il 7 febbraio 2008 la Prestigiacomo prende pubblicamente, in onda su “Annozero”, l’impegno di stipulare un accordo insieme al Sindaco di Milano e ai tanti inquilini che vivono con l’amianto per risolvere la situazione.
Quello che invece si è fatto è stato chiedere se degli altri partiti politici si fossero mossi a favore delle White e rimandare la questione dopo la campagna elettorale in corso.
E’ stata inoltre organizzata una commissione comunale alla quale hanno partecipato i tanti condomini logorati dall’amianto. E' servito a strappare la promessa di procedere alle bonifiche a partire dalla fine del 2008. Oscar, come tanti altri, non è soddisfatto: in primo luogo perché vuole una data certa, non un "a partire da" che risulta in questo caso irrispettoso della dignità di queste persone, e in secondo luogo lo stupiscono le decisioni prese un pò alla svelta, senza neanche sapere cosa sia una bonifica dell’amianto, che può essere fatta soltanto isolando la zona e quindi provvedendo ad una temporanea abitazione per tutte le persone che abitano in posti del genere. Abbastanza improbabile che si realizzi in tempi brevi.
Il mio parere è che l’unica cosa che manca alla risoluzione di questo grave problema sia, come avevano detto tanti filosofi illuministi, la mancanza della ragione nell’uomo, solo grazie alla quale ogni individuo arriva ad avere coscienza di far parte di un tutto, di un vasto universo dove ogni essere svolge il suo compito per il benessere generale.
Tengo a dire che il problema dell’amianto non è un caso isolato alle periferie di Milano, ma esso riguarda tutta Italia, provincia di Pesaro e Urbino compresa.
Se l’amianto non viene bonificato è soltanto perché la stragrande maggioranza del popolo e della politica italiana non sono coscienti di tale fatto, e mentre l’Italia è pronta per viaggiare sui TAV le persone respirano la propria morte dentro le loro case… N
on ci sono giustificazioni, si stanno violando ancora una volta i principali articoli della Costituzione, che sembra essere solo carta al vento, come le parole.   

 
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