|
A.A.A. cercasi giovane di belle speranze |
|
|
Scritto da Francesco Gurini
|
|
martedě 02 dicembre 2008 |
|
Negli USA è riuscito a diventare presidente un uomo afroamericano di 47 anni: questa elezione rappresenta un momento storico, viste le discriminazioni che si sono avute negli USA fino ad oggi.
 |
Ma non è questo che voglio sottolineare, piuttosto il fatto che abbia 47 anni, un ragazzino in confronto ai quei vecchietti che comandano in Italia, che come noto a tutti è governata da una classe dirigente vecchia, che tende a difendere i propri interessi, interessi nel rimanere nelle posizioni di comando più a lungo possibile, più che garantire quel ricambio generazionale che permette ad un paese di esprimere nuove idee al passo con i tempi e quindi di migliorare.
|
Questa tendenza a blindare le porte che conducono ai posti che contano regala poche prospettive per quei giovani che vogliono emergere e che non possono contare sulle raccomandazioni: a questo punto dove vanno a finire tutti quei bei discorsini sulla meritocrazia? Dove vanno a finire tutti quei proclami sul fatto che i giovani debbano avere le pos-sibilità per esprimersi? Nella tazza. In un momento dove av-viene un ricambio generazionale in tutti i paesi europei, in Italia si assiste al fatto che i posti che contano in politica, come nel campo dell’economia o della cultura, sono occupati da file di teste bianche che difficilmente se ne andranno, ma il problema è che quando se ne saranno andati saranno sostituiti da parenti ed amici, molte delle volte incompetenti. Questo non regala buone prospettive riguardo a un futuro in cui le redini del paese saranno in mano a persone che non si meritano assolutamente il loro posto.
Mentre questi fortunati con il papà sistemato dove conta, riescono senza difficoltà a crearsi una vita, ci sono tanti ragazzi pronti a sfidare il mondo del lavoro con una laurea in mano che vengono sistematicamente fregati da questo sistema che non guarda sicuramente al tanto glorificato merito, ma al cognome. Questa massa di nuovi lavoratori che viene ricattata con contratti e forme di lavoro che non permettono la pianificazione di una vita, si ritrova a lavorare a progetto, a termine, senza quindi alcuna prospettiva per il proprio futuro, hanno oramai imparato a vivere alla giornata.
Prospettive significa futuro, futuro significa avere la sicurezza di un lavoro, cioè la capacità di progettare, di poter sognare. Lo stesso Obama ha affermato che una delle priorità del suo futuro governo sarà quella di ridare dignità al lavoro. Anche questo è il vantaggio di avere leader giovane, cioè quello di poter esprimere nuove idee, dato che Obama, essendo più giovane di McCain, ha avuto sicuramente esperienze diverse, ha vissuto in un altro tempo, in un mondo dove 10-15 anni corrispondono ad un’epoca, per quanto velocemente cambia. Ridare dignità al lavoro non è un’idea nuova, il problema è però che ultimamente è stata messa in soffitta, con la diffusione nel mercato di nuove forme di lavoro come contratti a termine o a progetto, che non danno alcuna sicurezza ad un ragazzo.
Ridare dignità al lavoro, e quindi al lavoratore, significa evitare di ricattarlo con dei contratti a tempo determinato e ricominciare a considerare il lavoratore come persona e non come un numero. Questa è la priorità per i giovani italiani, che probabilmente sarà ancora disattesa: tanto chi ha il potere di cambiare le cose, i propri se li è già sistemati.
Per questo c’è bisogno di una rappresentanza giovane nei luoghi della politica che sappia sia difendere gli interessi, i diritti dei giovani ma anche accollarsi responsabilità, cosa che non si è vista fare dai “politicanti” attualmente in giro.
Quando la smetteremo?
Francesco Gurini
|