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Vivere all’ombra di una pasticca di troppo per tutta la vita Stampa
Scritto da Alberto Giunta   
mercoledì 25 novembre 2009

I giovani sempre più consumatori di alcol e droghe: discussione con il biennio Bramante.

Vivere all’ombra di una pasticca di troppo per tutta la vita.Vengono redarguite le nuove generazioni: tolleranza zero per i guidatori avventati.    Meglio ubriachi o bevuti?Apparentemente senza senso, è stata questa la frase da cui è scaturita la discussione tra uno psicologo e un medico e le classi del biennio dell’I.T.C. “Bramante”; discussione che ha spaziato dall’uso e abuso sempre più in aumento tra i giovani di alcol, fino alle pasticche di metamfetamine e droghe sintetiche varie.Grazie ai due esperti si è potuto parlare degli effetti e soprattutto dei danni prodotti da queste sostanze, sia da un punto di vista sociale e relazionale, sia sotto l’aspetto sicuramente non trascurabile degli “effetti fisici collaterali” che hanno sull’organismo di chi ne fa uso.Non è raro il fenomeno degli incidenti stradali causati da un guidatore un po’ brillo, ed è proprio questo ciò che hanno voluto sottolineare i due esperti, cioè che una persona completamente ubriaca, il cui organismo non riesce più a compiere il minimo movimento o azione senza barcollare pericolosamente o perdere i sensi, è relativamente innocua rispetto a chi al contrario non è né completamente ubriaco ma neanche del tutto sobrio, e che quindi è in parte consapevole delle sue azioni ma ha perso ogni sorta di freno inibitorio, e non ha più i riflessi necessari per guidare o fare qualsiasi altro tipo di operazione. Ancor più pericoloso è chi assume droghe: quelle sintetiche come le metamfetamine sono le peggiori, infatti oltre a creare uno sdoppiamento della personalità che porta ad una dipendenza soprattutto psicologica, hanno anche effetti devastanti e irreversibili sull’organismo ed in particolare sulle cellule cerebrali, distruggendole, e facendo vivere chi assume tali sostanze una vita passiva e all’insegna di gravi problemi nei rapporti con gli altri e con se stessi.Roberto Drago, psicologo e gestore di centri sociali per l’accoglienza e il reinserimento di tossicodipendenti e alcolizzati all’interno della società, ha raccontato le sue esperienze ed ha assicurato che nessuna sostanza più delle droghe sintetiche provoca assoluta assuefazione e dipendenza, nonché danni cerebrali irreversibili.È stato dato modo agli studenti di riflettere su diversi concetti: primo, il fatto che quando si è in compagnia non ci si diverte se non si beve, secondo, che la fascia più colpita dal consumo di alcol e droghe è quella di ragazzi e adolescenti, e non a caso: infatti, c’è una sorta di studio dietro a ciò che porta un quindicenne a bere “drink” o ingurgitare pasticche quasi fossero caramelle. Si può notare, infatti, che tutti questi prodotti sono colorati, dolci, giovanili, e hanno tutte le caratteristiche per essere accattivanti, tanto da essere scelti al posto di qualcos’altro di più sano ma meno colorato o accattivante.

A questo punto più che mai, l’unico modo per curare sembra essere quello di prevenire, e forse una visita in più a qualche reparto ospedaliero chiarirebbe un po’ le idee ai cosiddetti “soggetti a rischio”.

Alberto Giunta

 
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